Radio Rosa Livorno, nasce come radio libera il 17 aprile del 1977. Nella sua pur breve durata (morirà a seguito di furto delle apparecchiature nel settembre del 1981) ha lasciato un segno indelebile nel panorama delle radio libere livornesi. Fondata da un piccolo gruppo di amici (Graziano Ghionzoli, Raffaele Palumbo, Sergio Giorgetti, Fausto Butelli, Luigi Michetti, Marco Orlandini, Stefano Lucarelli, tutti coordinati dall’ideatore del progetto Federico Paoletti) con il nome di Radio Rosa (in origine su 102.7MHz, poi spostati a 102.5MHz), diventò Radio Rosa Livorno nell’ottobre delle stesso anno. Gli studi erano ospitati in una mansarda al 4° piano di Via Marradi 187, la frequenza divenne la famosa 97.4 FM ed ancor più famoso il numero telefonico 805057 (a quei tempi non era necessario anteporre il prefisso cittadino al numero). Successivamente si alternarono altri personaggi, quali Antonio Degan, l’ingegnere per eccellenza, colui che seguì le sorti tecniche della radio dopo l’uscita di Federico Paoletti, e conduttori di rilievo fra i quali ricordiamo Paolo Degan, Paolo Pellegrino, Marco Giarola, Enzo Scaffidi, Augusto Gentili quali dj legati alla musica più “impegnata”, nonché i vari Renzo Lucherini, Alessandro Fincato, Angelo De Giuseppe, Paolo Taradash, Marco Filippelli e Orlando Pompa. Indimenticabile anche il mito del liscio “Vento Selvaggio”, nonché i curatori di altre rubriche quali Mauro Pedroni, Leandro Lepori, Roberto Dini e tanti altri ancora. Immancabili le donne, anzi, a quei tempi, le ragazze quali Susanna Pucci, Cinzia Garofoli, Alessandra Diella, Rossella Morini, Monica Gimelli e la sensitiva Sandra Bernardeschi. Nel novero della mostra itinerante Trent’anni di Radio Libere (1976-2006) Radio Rosa Livorno ha avuto il suo giusto riconoscimento con pannello espositivo al Museo di Scienze Naturali di Livorno nel periodo 1 giugno 17 giugno 2007.
L’Azienda Sanitaria Ospedaliera San Luigi Gonzaga, conosciuta come ospedale S. Luigi, è un ospedale polispecialistico, con struttura a padiglioni, sede di due corsi di laurea, di laboratori di ricerca e del Centro Regionale Antidoping. Ê situata alla periferia nord di Orbassano, in provincia di Torino, ma nella sua storia ha occupato altre sedi.
Contents |
Storia
L’inizio della storia del San Luigi Gonzaga ha una data precisa: il 26 marzo 1818.
Quel giorno, alla presenza del Re e delle autorità del comune iniziarono i lavori dell’ospedale specializzato nella cura dei malati polmonari, all’epoca, per la maggior parte, affetti da tubercolosi.
L’esigenza di un ospedale specializzato venne recepita dall’Opera Pia San Luigi Gonzaga.
La prima sede
L’Ospedale sorse nel 1826, in una sede che non era quella attuale. Originariamente, infatti, si trovava a Torino, in zona Valdocco, nell’attuale sede dell’Archivio di Stato.
Il luogo per la nuova costruzione fu individuato tra Via delle Ghiacciaie, Via del Deposito, Via Santa Chiara e Strada Valdocco, rispettivamente le attuali Via Giulio, Via Piave, Via Santa Chiara e Corso Valdocco.
Il progetto venne affidato a Giuseppe Maria Talucchi, tra i pochi esponenti del neoclassicismo piemontese, che realizzò, tra l’altro, la facciata e la rotonda del cortile dell’Accademia Albertina, il completamento del Collegio dei Nobili del Guarini, in un secondo tempo sede dell’Accademia delle Scienze, nonché il portale d’ingresso dell’Università di Via Verdi.
Nel 1903 l’ospedale raggiunse la capienza massima di 243 posti letto; tuttavia i progressi continui della scienza nella cura delle malattie polmonari indussero l’amministrazione a non realizzare ulteriori ampliamenti, ma a costruire un nuovo ospedale destinato unicamente alla cura dei malati affetti da tubercolosi.
La seconda sede
La prima pietra del nuovo ospedale venne posta nel 1904, mentre il trasferimento da Regione Valdocco al modernissimo sanatorio suburbano di 1000 posti letti nella zona di Corso Orbassano a Torino, attuale sede dello stabilimento FIAT Mirafiori, avviene nel 1909.
Il nuovo ospedale San Luigi Gonzaga nacque così in località Tre Tetti, un agglomerato di tre casette ad un piano che interrompeva il deserto stradone che portava ad Orbassano.
La sede attuale e gli ultimi 40 anni
Nel 1970, infine, l’ospedale San Luigi Gonzaga venne nuovamente trasferito, andando ad occupare l’attuale sede. L’originaria valenza di sanatorio si evince, infatti, dalla struttura a padiglioni, con ampi terrazzi soleggiati e lunghi corridoi di collegamento, oltre che dal vastissimo parco che circonda l’ospedale.
All’inizio degli anni ‘90, l’insediamento dell’Università degli Studi di Torino, attraverso l’acquisizione di alte professionalità, ha prodotto un significativo ampliamento delle competenze e delle specialità dando un forte impulso alla vita dell’ospedale. Di conseguenza, da prettamente pneumologico, il San Luigi si è trasformato in un moderno complesso polispecialistico.
Negli anni successivi, l’istituzione del II corso di laurea in Medicina e Chirurgia, del corso di laurea in Infermieristica e di alcune scuole di specializzazione post-laurea hanno ulteriormente ampliato la collaborazione tra università e ospedale consentendo di raggiungere elevati livelli di sviluppo attraverso l’integrazione tra ricerca scientifica, assistenza e formazione professionale, caratterizzando l’ospedale, nel frattempo divenuto Azienda Sanitaria Ospedaliera a rilevanza nazionale, quale vero e proprio ospedale di insegnamento.
L’iniziale vocazione al trattamento delle patologie polmonari è stata, nel corso degli anni, oggetto di profonde trasformazioni evolutive che hanno condotto il San Luigi ad un presente ed un futuro fortemente caratterizzati da un’offerta di interventi sanitari polispecialistici ad alto contenuto qualitativo.
Si evidenzia, sempre all’interno della struttura ospedaliera, la realizzazione del Centro Regionale Antidoping intitolato ad Alessandro Bertinaria, già destinato a rispondere alle esigenze legate alle Olimpiadi Invernali Torino 2006 e a rappresentare un centro di eccellenza e formazione nel campo della lotta all’uso delle sostanze dopanti.
Attualmente è in via di realizzazione il Centro di ricerca di Neuroscienze della Fondazione Cavalieri Ottolenghi.
Struttura
L’ospedale ha una struttura composta da tre padiglioni, ciascuno di quattro piani, collegati da lunghi corridoi. Un quarto padiglione è invece destinato ai servizi. Ê questa una conformazione permessa dal territorio in cui l’ospedale è situato, una zona quasi priva di altre costruzioni nonché distante un chilometro circa dal più vicino centro urbano. L’ospedale ha infatti una notevole estensione orizzontale e la distanza tra le due estremità è di circa cinquecento metri.
Oltre ai padiglioni citati, ve n’è uno dedicato agli ambulatori e ancora un padiglione per il pronto soccorso, il palazzo del centro antidoping, una palazzina di tre piani sede del polo biologico ed una palazzina circolare sede del polo univesitario. È presente inoltre una biblioteca biomedica.
Reparti
L’ospedale comprende, dislocati nei vari padiglioni, i seguenti reparti:
- Allergologia dell’età evolutiva e non respiratoria
- Anatomia e Istologia Patologica Ospedaliera
- Anatomia e Istologia Patologica Universitaria
- Anemie e coagulopatie
- Anestesia e Rianimazione Ospedaliera
- Anestesia e Rianimazione Universitaria
- Cardiologia
- Centro del Sonno
- Chirurgia Generale Ospedaliera
- Chirurgia Generale Universitaria
- Chirurgia Toracica
- Clinica Malattie Apparato Respiratorio
- Day Hospital Multidisciplinari
- Diabetologia e Malattie Dismetaboliche
- Dietetica e Nutrizione clinica
- Direzione Infermieristica Tecnico-Sanitaria e della Riabilitazione
- Direzione Sanitaria di Presidio
- Emergenza Psichiatrica
- Endocrinologia
- Farmacia
- Gastroenterologia
- Genetica Medica
- Geriatria
- Ginecologia Oncologica
- Immunoematologia e Trasfusionale - AVIS
- Laboratorio Analisi
- Medicina d’Urgenza
- Medicina interna I
- Medicina interna II
- Medicina Nucleare
- Neurologia
- Oculistica
- Odontostomatologia
- Oncologia Medica
- Oncologia Polmonare
- Ortopedia e traumatologia
- Otorinolaringoiatria
- Pediatria
- Pneumologia I
- Pneumologia II - Fisiopatologia Respiratoria
- Pneumologia III - Broncologia
- Pneumologia IV
- Psichiatria
- Radiologia
- Radioterapia
- Recupero e Riabilitazione Funzionale
- Sclerosi Multipla e Neurobiologia Clinica - C.R. e S.M.
- Terapia Antalgica e Cure Palliative
- Urologia
Il polo biologico
La palazzina del polo biologico, sede del Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche dell’Università degli Studi di Torino comprende laboratori di ricerca in diversi ambiti disciplinari:
biologia cellulare, immunologia, fisiologia, anatomopatologia, farmacologia e altri.
Il polo didattico
Presso il polo didattico sono situate la aule del II corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università. Il primo corso di laurea ha come sede l’Azienda Sanitaria Ospedaliera Molinette di Torino. Le aule, la segreteria e le sale studio sono collocate in una struttura circolare completata nel 2005, che può essere utilizzata anche come sala conferenze.
Dal 2006 la sede del II corso di laurea in Infermieristica è stata temporaneamente spostata in una struttura limitrofa all’ospedale, rimanendo comunque parte dell’offerta didattica universitaria dell’Azienda.
Il San Luigi conta così la presenza di oltre 1100 studenti, tra futuri infermieri e medici. Il solo corso di laurea di Medicina e Chirurgia conta circa 450 studenti, ripartiti nei sei anni di corso.
Il centro antidoping
Collegamenti e trasporti
L’ospedale è situato oltre la periferia est di Torino, nel comune di Orbassano ed il centro abitato più vicino è quello del comune di Beinasco.
Due importanti vie di scorrimento verso la città di Torino permettono di raggiungere la struttura e la pongono indirettamente in collegamento con il capoluogo piemontese: corso Allamano, a nord, e corso Orbassano, a sud-est. Un’altra importante via di scorrimento da cui si può raggiungere l’ospedale è la tangenziale sud di Torino tramite l’uscita SITO. Per quanto riguarda i mezzi pubblici l’ospedale è raggiunto da due linee suburbane di autobus che lo collegano con lo stesso capoluogo e da una linea urbana del comune di Orbassano.
Servizi offerti
- Bar interno ed esterno
- Edicola
- Telefoni pubblici
- Distributori automatici di generi di conforto e abbigliamento di prima necessità
- Fioraio
- Servizio sociale ospedaliero
- Servizio di mediazione culturale
- Assistenza religiosa e spirituale
- Mensa
- Servizio parrucchiere
- Sistemazioni alberghiere con strutture convenzionate
Associazioni coinvolte
Con l’Azienda Ospedaliera San Luigi collaborano alcune associazioni di volontariato, di tutela dei diritti dei cittadini a associazioni dei consumatori:
- Associazione donatori di sange piemonte, gruppo comunale di Orbassano - FIDAS
- Associazione il telaio, di Orbassano
- Associazione italiana donatori cornea e organi umani, sezione comunale di Orbassano
- Associazione italiana donatori organi, gruppo comunale di Bruino
- Associazione nazionale assistenza psicologiaca ammalati cancro
- Associazione per la tutela della salute
- Associazione volontari ospedalieri
- Avulss nucleo, di Orbassano
- Gruppo volontariato vincenziano di Orbassano
- Gruppo volontariato vincenziano di Beinasco
- Conferenza di S.Vincenzo di Beinasco
- Luce per la vita
Bibliografia
Ufficio Relazioni con il Pubblico (a cura di). Carta dei servizi.
La salute in Piemonte, Mensile di informazione del Sistema Sanitario Regionale
Voci correlate
- Ospedale
- San Luigi Gonzaga
- Università degli Studi di Torino
Altri progetti
Collegamenti esterni
- Il sito dell’ospedale S.Luigi
- Il sito dell’ospedale Molinette
- Il sito dell’Università degli Studi di Torino
- Il Gruppo Torinese Trasporti
- Il portale degli studenti del San Luigi
La medicina forense studia le applicazioni della scienza medica alle questioni legali, ossia le conseguenze di lesioni biologiche provocate dai più diversi agenti eziologici.</br>
I vari rami della medicina forense sono, ad es.:
- l’entomologia forense,
- la tossicologia forense,
- la tanatologia forense,
- la traumatologia forense,
- l’odontologia forense, ecc.
La medicina forense si avvale di consulenti tecnici, i quali possono essere “di parte” se sono convocati dalle parti in causa, oppure consulenti tecnici d’ufficio se nominati dal giudice.
Voci correlate
- Medicina legale
Collegamenti esterni
- Medicina forense
- Medicina forense (sito in spagnolo)
- Bologna, capitale della medicina forense
- Medicina forense a Ground Zero
Un canalicolo biliare più che un dotto è uno spazio intercellulare tra due filiere di epatociti adiacenti. Gli epatociti secernono la bile nei canalicoli con un flusso parallelo ma opposto a quello nei sinusoidi riversandosi nei dotti biliari che sono posti cosi’ in prossimità delle branchie terminale della vena porta e dell’arteria epatica: ecco la triade portale!
La chirurgia generale, diversamente da quanto suggerisce il nome, è una specializzazione chirurgica che si concentra soprattutto sugli organi della cavità addominale, come per esempio l’intestino, quindi l’esofago, lo stomaco, il colon, il fegato, la cistifellea compresi i dotti biliari, e spesso si occupa anche della tiroide (a seconda delle capacità operative del chirurgo su testa e collo) e delle ernie.
In Australia, Canada, negli USA e nel Regno Unito, i chirurghi generali si occupano anche dei trattamenti a livello della mammella, compresi gli interventi chirurgici per tumori della mammella stessa. In molti paesi invece, questo tipo di trattamenti è compreso nell’ambito della ginecologia e dell’ostetricia, nella specializzazione detta Mastologia.
Negli ultimi anni sono diventate sempre più importanti le tecniche di chirurgia microinvasiva. Un grande entusiasmo si è sviluppato attorno alla robotica medica (o, più precisamente, alla chirurgia assistita da robot) malgrado gli insufficienti successi ottenuti sino ad oggi.
Formazione
Per poter diventare un chirurgo generale è necessario laurarsi completando il corso previsto per la facoltà di medicina e chirurgia (la cui durata varia a seconda delle nazioni: 6 anni in Italia, 4 negli USA), e quindi ottenere la specializzazione seguendo un successivo corso della durata di 5 o 6 anni.
Per diventare un chirurgo nello stato della Malaysia, si deve essere in possesso di un FRCS o Frac (Fellowship of the Royal College of Surgeons), o frequentare uno specifico corso della durata di 4 anni in una delle università dello stato.
Vedi anche
- Chirurgia
- Chirurgia addominale
Collegamenti esterni
- Acadmed [1]
La pitiriasi rosea (di Gibert) è una dermatosi benigna caratterizzata da un decorso rapido ed un quadro clinico specifico.
Contents |
Epidemiologia
Colpisce soprattutto soggetti giovani (10-35 anni), ma anche non giovani, per lo più nei mesi primaverili e autunnali
Eziologia
L’eziologia è sconosciuta. Si sospetta un’origine virale.
Clinica
La malattia compare senza nessuno prodromo e senza altri sintomi ad esclusione delle caratteristiche manifestazioni cutanee.
Le lesioni definite “a medaglione” sono di forma ovalare con eritema e desquamazione, i limiti sono netti e i bordi della lesione sono appena rilevati. C’è una risoluzione centrale.
Alla chiazza madre, qui sopra descritta, susseguono, dopo qualche settimana, delle lesioni del tutto simili ma tendenzialmente di dimensioni più piccole.
Le manifestazioni cutanee si riscontrano nel tronco, collo e terzo superiore degli arti superiori.
Diagnosi
Diagnosi esclusivamente clinica.
Diagnosi dfifferenziale con la Tinea Corporis (micosi cutanea) e con la dermatite seborroica (per la clinica: le squame untuoso-giallastre presenti in quest’ultima).
Trattamento
Tende all’autorisoluzione. Utile l’impiego di emollienti. Evitare l’esposizione solare ed alle lampade UV.
Voci correlate
Dermatite seborroica
Collegamenti esterni
La Pitiriasi Rosea di Gibert
Walter Rudolf Hess (Fraunfeld, 1881 - Zurigo, 1973) fu un fisiologo svizzero.
Insegnò dal 1917 all’Università di Zurigo e nel 1949 vinse il Premio Nobel per la Medicina per la scoperta delle funzioni del tronco celebrale e del suo ruolo nel sincronismo indipendente nei vari processi adempiuti dagli organi interni.
La tossicologia è la branca della medicina, il cui interesse si estende anche alla chimica, che studia sintomi, meccanismi e trattamenti degli avvelenamenti di persone e animali ad opera di droghe, veleni o farmaci. Il principale parametro per determinare la tossicità di una sostanza è la dose: infatti, quasi tutte le sostanze, in certe dosi o in determinate circostanze possono essere tossiche. Quest’ultimo concetto è ben riassunto dalla frase attribuibile a Paracelso: “sola dosis venenum facit” [trad. è la dose che fa (di una sostanza) il veleno].
Compito primo della tossicologia è comprendere l’azione diretta o indiretta delle sostanze e degli enzimi coinvolti in episodi di intossicazione. Molte sostanze considerate veleni sono infatti tossiche solo indirettamente. Un esempio è il metanolo che non è velenoso di per sé ma solo in quanto convertito in formaldeide nel fegato. Sono molte poi le sostanze le cui molecole diventano tossiche nel fegato per l’azione combinata di altre sostanze esterne, come nel caso del paracetamolo in presenza di alcol. Inoltre, a causa dei meccanismi di stimolazione reciproca degli enzimi, molte molecole diventano tossiche solo in combinazione con altre. La variabilità genetica di certi enzimi del fegato rendono poi la tossicità di molti composti diversa da un individuo ad un altro. Tra i compiti della tossicologia vi sono quindi anche quelli di identificare quali enzimi del fegato rendono tossica una determinata molecola, quali sono le sostanze tossiche prodotte, sotto quali condizioni ed in quali individui avviene tale trasformazione e con quali metodi si possono contrastare le intossicazioni stesse.
Una fondamentale branca della tossicologia si occupa dello studio dei metalli pesanti; il piombo è pericoloso per l’uomo in quanto essendo facilmente solubile negli acidi deboli come quelli presenti nel vino o nell’acqua, e presente in alcune vernici industriali usate in passato per pentole in terracotta, arriva facilmente nell’organismo dove può provocare encefalopatia saturnina, anemia e ulcere gastriche.
Altri metalli pesanti pericolosi per la salute umana sono: mercurio, cadmio, stagno e cromo.
Il metallo più presente in cucina, l’alluminio, è considerato particolarmente sicuro a causa dei suoi sali difficilmente solubili, anche se alcune ricerche hanno evidenziato la sua presenza nelle cellule di alcuni tipi di cancro, le conoscenze sono però allo stato attuale ancora insufficienti per formulare ipotesi.
L’entità del danno biologico procurato da una sostanza tossica è legata a diverse variabili, tra le principali si citano:
- natura chimica del contaminante;
- modalità di assorbimento (orale, transdermico, inalatorio, ecc.);
- concentrazione;
- entità e durata dell’esposizione;
- fattori genetici individuali.
Gli effetti clinici tossicologici possono manifestarsi in modo acuto, subacuto, subcronico o cronico.
Il termine LD50 si riferisce alla dose di una sostanza tossica in grado di uccidere il 50% di un popolazione campione di cavie (generalmente ratti o altri animali quando il test riguarda la tossicità nell’uomo), espressa generalmente in mg/kg, ovvero in milligrammi di sostanza saggiata per kg di peso vivo. Il termine NOEL, invece, indica la quantità di sostanza presunta tossica con la quale non sono stati provati effetti dannosi.
Branche specialistiche
- Tossicologia ambientale, si occupa dei risvolti ambientali ed ecologici delle sostanze tossiche;
- Tossicologia clinica, si occupa della diagnostica clinica e della cura delle intossicazioni;
- Tossicologia forense, applica i metodi propri della tossicologia nell’ambito delle scienze forensi;
- Tossicologia industriale, si occupa dei tossici prodotti dalle attività umane e delle esposizioni in ambito professionale;
- Tossicologia medica, vasta branca che tratta la prevenzione, la diagnosi e la terapia delle intossicazioni;
- Tossicologia alimentare, che concentra la propria attenzione sulla presenza di sostanze tossiche negli alimenti e sulle intossicazioni alimentari;
- Tossicologia da abuso, branca della tossicologia che si focalizza sulle droghe e su altre sostanze da abuso;
- Tossicologia veterinaria, estensione della scienza tossicologica in ambito veterinario.
Voci correlate
- Veleno
- Avvelenamento
- Esotossina
- Endotossina
Il disturbo schizofreniforme è un episodio acuto con insorgenza rapida. Sono assenti i criteri DSM IV per la schizofrenia B (deficit o disfunzione sociale e/o occupazionale) e C (persistenza dei sintomi “B” per almeno sei mesi, che includano almeno un mese di persistenza dei sintomi “A”). La durata dell’episodio supera il mese ma è inferiore ai 6 mesi. Non c’è una grave disfunzione sociale e lavorativa, perché la durata del disturbo è ridotta.
Si può fare diagnosi solo a posteriori, cioè solo dopo la certezza che vi sia stata una remissione totale poiché la sintomatologia non differisce da quella di un episodio acuto di schizofrenia.
I 2/3 dei pazienti avranno un decorso che evolve verso la schizofrenia.
L’insorgenza acuta, la confusione o perplessità, il buon funzionamento sociale/lavorativo, il mancato appiattimento affettivo sono tutti segni prognostici favorevoli.
Il Montalto è la cima più alta dell’Aspromonte. Sorge nei pressi di Gambarie, vicino Reggio Calabria, e raggiunge i 1.955,92 m slm.
Posto quasi al centro della parte meridionale della provincia di Reggio Calabria, offre un panorama che abbraccia sia la Sicilia che la Calabria stessa fino alla Sila.
Sulla cima è stato posto un punto trigonometrico della rete geodetica nazionale istituito sin dal 1869,appartenente alla rete fondamentale nazionale. Per festeggiare il Giubileo del 1900 sulla cima è stata posta una statua del Redentore in bronzo, distrutta 2 volte dai fulmini e sempre ricostruita; quella attuale è stata creata dallo scultore reggino Michele di Raco. Sempre in vetta è posta anche una rosa dei venti in bronzo su base di granito.
Montalto rientra nei territori del Parco nazionale dell’Aspromonte, di cui costituisce una delle principali attrattive.
Il British Sub-Aqua Club o BSAC è il principale ente inglese di addestramento alla subacquea e uno dei fondatori della CMAS.
Il BSAC venne fondato nel 1953 e ha oggi più di 50.000 membri. Il logo ritrae il dio Nettuno, signore del mare.
Lo scrittore di science fiction Arthur C. Clarke fu un membro rinomato della BSAC[1]
Contents |
Brevetti
Subacquea
- Ocean Diver: livello base senza tappe decompressive, massimo 20 metri (simile ad Open Water Diver);
- Sports Diver: recupero e tappe decompressive, massimo 35 metri (simile ad Advanced Open Water Diver);
- Dive Leader: leader di immersione, massimo 50 metri;
- Advanced Diver: leader di immersione per gruppi di subacquei;
- First Class Diver: direttore di progetto.
Brevetti per istruttori
- Assistant Instructor: addestrato ma non qualificato, deve avere un supervisore;
- Theory Instructor: qualificato all’insegnamento teorico;
- Practical Instructor: qualificato all’insegnamento pratico;
- Open Water Instructor: qualificato all’addestramento di altri istruttori in classe e in acque aperte;
- Advanced Instructor: qualificazione avanzata;
- National Instructor: direttore nazionale dell’addestramento istruttori.
Specializzazioni
- Corsi di recupero sub:
- Lifesaver Award;
- Advanced Lifesaver;
- Primo soccorso;
- Oxygen Administration;
- Practical Rescue Management;
- Rescue First Aid.
- Specializzazioni di subacquea:
- Dive Marshalling and Planning;
- Ricerca e recupero;
- Compressor Operation;
- Equipment Care.
- Immersione tecnica:
- Nitrox Diver;
- Advanced Nitrox Diver;
- Combined Nitrox Diver;
- Extended Range Diving;
- Mixed Gas blending;
- Full face mask.
- Corsi per Rebreather:
- SCR Dolphin/CCR Inspiration/Evolution and CCR Inspiration/Evolution.
- Corsi generici:
- Disability Awareness;
- Marine Life Identification;
- Biologia marina;
- Fotografia subacquea.
Note
Voci correlate
- Subacquea
- Immersione subacquea
- Immersione in apnea
Collegamenti esterni
- British Sub-Aqua Club
Le ossa dell’arto inferiore formano lo scheletro degli arti inferiori.
Anatomia umana
Suddivise per regione anatomica, fanno parte dell’arto inferiore le seguenti ossa:
- anca
- osso iliaco o osso dell’anca o innominato
- ileo
- ischio
- pube
- osso iliaco o osso dell’anca o innominato
- coscia
- femore
- gamba
- rotula o patella
- tibia
- perone o fibula
- piede
- tarso
- astragalo o talo
- calcagno
- scafoide
- osso cuneiforme (3)
- cuboide
- metatarso
- osso metatarsale (5)
- falangi
- falange (5)
- falangina (4)
- falangetta (5)
- tarso
L’ariballo, (dal greco: αρύβαλλος, aryballos) è un tipo di vaso di piccole dimensioni in uso nell’antica Grecia.
Di forma solitamente globulare, con una piccola maniglia circolare all’estremità superiore, veniva usato per attingere e versare liquidi. L’ariballo era inoltre in uso presso gli atleti, che lo usavano come contenitore dove stipare unguenti, e presso le donne, come oggetto da toilette.
Con il termine endodonzia si intende quella branca dell’odontoiatria che si occupa della terapia dell’endodonto, ovvero lo spazio all’interno dell’elemento dentario, che contiene la polpa dentaria (sostanza nervosa e circolazione ematica).
Si ricorre alla terapia endodontica qualora una lesione (cariosa, traumatica) determini una alterazione irreversibile del tessuto pulpare, fino alla necrosi stessa. È possibile inoltre ricorrere a questa metodica qualora l’elemento dentario debba essere coinvolto in riabilitazioni protesiche che, a causa della notevole riduzione di tessuto dentale stesso, determinerebbero un’alterazione pulpare irreversibile (necrosi pulpare per cause iatrogene).
La terapia endodontica ortograda è composta da diverse fasi:
- accesso alla camera pulpare
- sagomatura con strumenti endodontici manuali (k-files, headstrom, reamers etc.) o meccanici (strumenti in nichel titanio come frese di Gates, Largo, Pro-files etc.), detersione del canale radicolare (acqua ossigenata, ipoclorito di Sodio, calcio-chelanti).
- sigillatura tridimensionale di tutte le strutture del canale (compresi canali laterali e delta apicale) tramite una gomma termoplastica (Guttaperca) secondo le tecniche di condensazione laterale a freddo, e condenzazione verticale a caldo.
- controllo radiografico
L’Ospedale San Carlo di Potenza è uno dei migliori ospedali del meridione italiano e a livello nazionale, per le strutture e i macchinari che possiede; è situato nella periferia della città, nel modernissimo quartiere di Macchia Romana.
Contents |
Storia
L’Ospedale San Carlo nasce nel 1810 grazie a Gioacchino Murat, Re di Napoli, ed ebbe la sua prima sede nel Castello Guevara, nell’attuale piazza Bonaventura, in centro.
Origini del Nome
Molto probabilmente si deve il nome di “San Carlo” alla devozione che i frati cappuccini ai quali Beatrice Borromeo donò il castello, avevano nei confronti di San Carlo Borromeo, al quale avevano dedicato una cappella.
Le Sedi
La primissima sede fu presso il Castello Guevara, nel centro della città. Nel 1935 fu spostata nel Rione Santa Maria, nell’attuale Scuola Media Domenico Savio, mentre alla fine degli anni ‘60 fu nuovamente spostato nell’attuale zona di Macchia Romana.
Unità Operative
Le U.O. attive all’Ospedale San Carlo sono:
- Anatomia Patologica
- Andrologia
- Anestesia e Rianimazione I
- Assistenza Sociale
- Cardiochirurgia
- Cardiochirurgia Terapia Intensiva
- Cardiologia Emodinamica
- Cardiologia Medica
- Cardiologia Pediatrica
- Cardiologia U.T.I.C. (Unità di Terapia Intensiva Cardiologica)
- Chirurgia d’Urgenza
- Chirurgia Generale
- Chirurgia Plastica
- Chirurgia Senologica
- Dermatologia
- Diabetologia
- Ematologia
- Endocrinologia, Malattie Metaboliche e Nutrizione Clinica
- Endoscopia Digestiva
- Farmacia
- Geriatria
- Hospice
- Laboratorio analisi clinico-chimiche e microbiologiche
- Litotrissia
- Malattie Infettive
- Medicina Generale
- Medicina del Lavoro
- Medicina Legale
- Medicina Nucleare
- Medicina Riablilitativa
- Medicina Trasfusionale
- Nefrologia e Dialisi
- Neonatologia
- Neurochirurgia
- Neurologia
- Neuroradiologia
- Oculistica
- Oncologia Medica
- Ortopedia e Traumatologia
- Otorinolaringoiatria e Maxillo-Facciale
- Ostetrica e Ginecologia I
- Ostetrica e Ginecologia II ad indirizzo Oncologico
- Pediatria
- Pneumologia
- Pronto Soccorso, Accettazione e Medicina d’Urgenza
- Psicologia Clinica
- Radiologia
- Reumatologia
- Terapie del Dolore e Cure Palliative - Hospice
- Urologia
Ambulatori
L’Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza offre servizi efficienti e assicura attività specialistiche e diagnostiche in regime ambulatoriale da effettuare nelle singole U.O.
Ricoveri
L’Ospedale San Carlo accetta il Ricovero Urgente e il Ricovero Ordinario ovvero programmato che comprende il day hospital e il day-surgery.
Pronto Soccorso
Nella fine del 2006 è stata inaugurata la nuova U.O. di Pronto Soccorso, che offre servizi di ricoveri e interventi immediati.
Nel Reparto sono attive le seguenti Aree:
- Area Triage -> dove si attribuiscono priorità di accesso ai reparti per i pazienti
- Area Rossa -> per i codici Rosso e Giallo, per le emergenze, e i casi gravi
- Area Verde -> per i codici Verdi e Bianchi, per i pazienti con condizioni meno gravi
- Area di Osservazione Breve -> dalle 12 alle 24 ore, con quattro posti letto.
Servizi
- L’assistenza sociale è svolta da personale altamente qualificato che mette in collegamento i degenti con il territorio
- L’attività religiosa è curata da due sacerdoti, nella cappella dell’Ospedale
- Nel Pronto Soccorso è presente il posto di polizia
- Si dispone di un Auditorium con circa 400 posti
- Negli atri principali vi sono hostess che orientano gli utenti
- Servizi Aggiuntivi: Edicola, Banca (con sportello Bancomat), Bar-Ristoro
Collegamenti esterni
- Sito Ufficiale
- Sito Istituzionale del Comune di Potenza
Chirurgo (plurale chirurghi) dal latino chirurgus, colui che cura le malattie coll’uso della mano sola o armata di strumenti.
Il chirugo è un laureato in medicina e chirurgia che ha conseguito la specializzazione chirurgica e svolge prevalentemente attività operatoria.
Cenni biografici
Laureatosi in medicina, proseguì l’attività come docente universitario, fino al 1958 quando divenne dirigente delle Imperial Chemical Industries, dove approfondì le sue ricerche farmacologiche.
A lui si deve la scoperta del Propanololo, sostanza betabloccante, utilizzata nella terapia contro l’ infarto ed i disturbi cardiovascolari. Per questa scoperta venne insignito nel 1988 del Premio Nobel per la medicina.
Altra scoperta a lui ascritta è quella della cimetidina, utilizzata nella cura dell’ ulcera peptica.
Nel 2000 venne insignito dell’Ordine al Merito del Regno Unito.
Chirurgo (plurale chirurghi) dal latino chirurgus, colui che cura le malattie coll’uso della mano sola o armata di strumenti.
Il chirugo è un laureato in medicina e chirurgia che ha conseguito la specializzazione chirurgica e svolge prevalentemente attività operatoria.
Cenni biografici
Nel 1970 scoprì l’enzima trascriptasi inversa, proteina capace di ricostruire il DNA, avendo come base di partenza RNA virale.
Nel 1972 si trasferì al MIT, dedicandosi alla ricerca sulla cura del tumore.
Nel 1975 gli venne conferito il Premio Nobel, in compagnia di Renato Dulbecco e Howard M. Temin, per le sue ricerche volte ad approfondire l’interazione tra i virus del cancro (oncovirus) ed il materiale genetico delle cellule.
Elenco delle specialità della medicina:
- Allergologia
- Anatomia patologica
- Andrologia
- Anestesia
- Angiologia
- Auxologia
- Cardiologia
- Chirurgia
- Dermatologia
- Dietologia
- Ematologia
- Endocrinologia
- Epatologia
- Flebologia
- Gastroenterologia
- Ginecologia
- Geriatria
- Igiene
- Immunologia
- Infettivologia
- Oculistica
- Medicina fisica e riabilitazione
- Medicina legale
- Medicina subacquea
- Nefrologia
- Neonatologia
- Neurologia
- Neuropsichiatria infantile
- Odontoiatria
- Omeopatia
- Oncologia
- Ortopedia
- Ostetricia
- Pediatria
- Pneumologia
- Psichiatria
- Radiologia
- Reumatologia
- Rianimazione
- Scienza dell’alimentazione
- Tossicologia
- Urologia
- Veterinaria
La depurazione dell’acqua consiste nella rimozione delle sostanze contaminanti dall’acqua non depurata per ottenere acqua potabile che sia pura abbastanza per il normale consumo domestico o per usi industriali, e viene applicata a monte delle reti di distribuzione idrica facendo passare tale refluo attraverso svariate tipologie impiantistiche di rimozione del materiale organico ed inorganico, attraverso metodi fisici, chimico-fisici e biologici in base al tipo di sostanza da eliminare dal liquame in ingresso impianto. Le sostanze che sono rimosse durante il procedimento comprendono parassiti come Giardia, batteri, alghe, virus, funghi, alcuni minerali (incluso alcuni metalli pesanti), e alcune sostanze chimiche inquinanti prodotte dall’uomo. In generale la depurazione delle acque avviene per per:
- migliorare sapore, odore e colore
- diminuire la durezza
- rimuovere nutrienti quali BOD, azoto e fosforo
- rimuovere solidi sospesi e sedimentabili
- rimuovere patogeni tramite disinfezione
Tuttavia il fatto che l’acqua sia per natura un solvente rende alquanto problematica l’efficace eliminazione di moltissime sostanze indesiderate.
A valle dei processi di depurazione vengono abitualmente impiegati i cloratori. Essi sono pompe dosatrici di cloro, solitamente sotto forma di ipoclorito di sodio; erogano quantità dosate di cloro per corrispettivi volumi di acqua in transito. Hanno l’importantissima funzione di rendere igienicamente sicura l’acqua immessa in distribuzione. Infatti, nelle zone dove l’acqua non viene clorata, attraverso di essa si trasmettono pericolose infezioni batteriche, che causano frequentemente la dissenteria. Per clororichiesta si intende la quantità necessaria di cloro per una completa depurazione dell’acqua. Il cloro (in quantità troppo elevate) dà però all’acqua sapore e odore sgradevoli e può danneggiare l’apparato digerente. Va perciò eliminato dopo che ha svolto la sua azione. Il procedimento per il suo allontanamento consiste nel far passare l’acqua dal basso verso l’alto attraverso un filtro di sabbia per farla cadere su delle lastre per dividerle in gocce sempre più piccole. Contemporaneamente si insuffla aria purificata per sostituire il cloro con i gas dell’aria che non danno inconvenienti. Oppure si aggiunge dell’ammoniaca per ottenere clorammine (NH2Cl, NHCl2, NCl3) che sono sostanze insapori ed innocue e svolgono un’azione batteriologica senza alterare troppo le caratteristiche organolettiche dell’acqua.
In alternativa è possibile trattare l’acqua depurata attraverso l’irraggiamento con lampade UV; questo trattamento è efficace nel rimuovere germi patogeni a condizione che l’acqua sia sufficientemente limpida, e perciò i raggi luminosi possano permearla completamente. Il trattamento con raggi UV quindi viene utilizzato soventemente o come post-trattamento a liquami pre-trattati con processi biologici subito prima di essere immensi in distribuzione, oppure al punto di consumo, altrimenti non impedisce che successivamente l’acqua venga nuovamente contaminata. Può essere anche sfruttata l’azione microbicida dell’ozono, ma i costi superiori limitano tale utilizzo.
Contents |
Tipologie di depurazione
La sedimentazione consiste nel condurre l’acqua in apposite vasche nelle quali le particelle di dimensione superiore ai 10 micron, grazie alla forza di gravità, si depositano sul fondo formando i cosiddetti fanghi di sedimentazione. L’acqua decantata tracima in una conduttura mentre un sistema di palette favorisce l’accumulo dei fanghi sul fondo delle vasche. Lo scopo del trattamento è quello di eliminare la torbidità e la colorazione che è causata dalle particelle in sospensione.
La coagulazione consiste nel trattare l’acqua con elettroliti opportuni (solfato di alluminio, solfato ferrico, cloruro ferrico, ecc.) che dissociandosi liberano ioni Al3+ o Fe3+. Questi, combinandosi con le particelle colloidali, formano sostanze più voluminose che precipitano come rispettivi idrossidi (anch’essi molto voluminosi) che assorbono anche altre impurezze. Le reazioni sono del tipo:
- Al2(SO4)3 + 3Ca(HCO3)2 → 2Al(OH)3 + 3CaSO4 + 6CO2
Il coagulante sopra citato viene in pratica mescolato in proporzione di 1-2 mg/m3 e si agita per 20-30 minuti alla velocità necessaria perché avvenga la flocculazione (formazione di particelle sempre più grosse). L’acqua trattata viene ributtata dentro a delle vasche simili a quelle per la sedimentazione alle quali però viene diminuita la velocità di immissione di acqua per favorire il processo. Con questo procedimento si eliminano le particelle di dimensione inferiore ai 10 micron ancora in sospensione.
La filtrazione può essere lenta o rapida e serve a eliminare le particelle ancora presenti dopo i due procedimenti precedenti.
Nei filtri lenti le vasche sono di cemento con strati di ghiaia, pietrisco e sabbia nelle quali viene versata l’acqua dall’alto. È il metodo più efficace ma richiede più tempo e una maggiore manutenzione (gli strati dopo qualche mese devono essere puliti o sostituiti).
Nei filtri rapidi le vasche sono in acciaio con uno strato di ghiaia ed uno di sabbia nelle quali viene versata l’acqua dall’alto in un sistema chiuso e sotto pressione. L’acqua trattata è maggiore in questo caso ma dopo 20 ore i filtri vanno puliti inviando acqua pulita nel senso contrario (dal basso verso l’alto) oppure insufflando aria. I filtri rapidi si utilizzano solamente su acque che hanno subito il trattamento di coagulazione.
L’aerazione consiste nell’insufflare aria nell’acqua allontanando in questo modo le sostanze gassose indesiderate. L’ossigeno inoltre ossida ioni quali quelli ferrosi e manganosi che flocculano e inoltre le eventuali sostanze organiche. Per ossidare preventivamente queste ultime si può usare per esempio l’ozono o il cloro. L’aerazione viene utilizzata allo scopo di eliminare odori e sapori sgradevoli.
Il trattamento biologico a fanghi attivi si realizza nelle vasche un sistema dinamico aerobico controllato, che riproduce in ambiente artificiale gli stessi meccanismi biologici che avvengono in natura (ad esempio lungo il corso di un fiume) per la depurazione delle acque inquinate da sostanze organiche biodegradabili.
I filtri a carbone attivo hanno la capacità di adsorbire il cloro e tutte le sostanze adsorbibili per via chimico-fisica nei micropori di tale carbone, che può avere anche una superficie specifica di 1000 metri quadri per ogni grammo di carbone attivo che si presenta in forma granulare o in polvere, restituendo un’acqua priva di tutte le particelle adsorbite. Per uso alimentare questo è molto importante: infatti ricerche mediche hanno accertato che le caratteristiche ossidanti del cloro favoriscono l’insorgenza di tumori allo stomaco e all’intestino. I filtri a carbone tuttavia non modificano le concentrazioni dei sali minerali, e perciò lasciano passare senza alcuna alterazione anche sostanze indesiderate: per esempio i nitrati, i nitriti, i solfati, molti metalli pesanti, eccetera. In commercio esistono diversi filtri a carboni attivi con diverse tipologie di carboni impiegati e differenti densità filtranti. Per applicazioni domestiche i filtri a carboni devono essere certificatiDecreto Ministeriale 433 del 1990 del Ministero della Sanità.
I purificatori ad osmosi inversa sono apparecchi complessi, composti di più stadi che basano il proprio principio sul superamento della pressione osmotica tra 2 acque con concentrazioni diverse di salinità e altri composti presenti nell’acqua. L’acqua in arrivo viene trattata prima con un filtro a sedimentazione, per eliminarne le particelle in sospensione, poi con un filtro a carbone attivo per eliminarne il cloro; soltanto a questo punto viene effettuata l’osmosi inversa. L’acqua viene fatta passare attraverso una membrana semipermeabile, dotata di una porosità dell’ordine di 0,0001 micron. In questo modo si riesce a far passare quasi esclusivamente le molecole di acqua applicando una pressione tra i 20 e 80 bar, trattenendo le molecole più grandi nell’acqua che verrà scaricata come reflua. In questo modo si riesce ad eliminare in modo pressoché totale qualsiasi fonte di inquinamento presente, sia per motivi naturali - come i vari metalli pesanti - sia per cause attriubuibili alle attività umane, come gli idrocarburi incombusti, i tensioattivi, i nitrati, i fitofarmaci, e così via.
Gli addolcitori vengono talvolta considerati, a torto, tra i potabilizzatori. In realtà gli addolcitori sono apparecchi che riescono efficacemente a rimuovere il calcare dall’acqua, sostituendo i cationi di calcio e magnesio con i cationi sodio. Per ottenere questo, l’acqua viene fatta passare attraverso minuscole sferette di resine scambiatrici preventivamente caricate con cloruro di sodio (sale); durante il passaggio le sferette rilasciano il sodio, adsorbendo il calcio e il magnesio. I vantaggi di questa operazione sono grandi, in quanto il sodio non tende a precipitare sulle tubazioni; in questo modo si riesce ad ottenere un funzionamento più efficiente e privo di guasti alle condutture idriche e agli elettrodomestici, con notevoli risparmi di energia elettrica, di sapone e di detersivi. Tuttavia gli addolcitori non depurano l’acqua, e la forte quantità di sodio dell’acqua addolcita ne sconsiglia fortemente l’uso alimentare.
Oggi si tende a realizzare impianti domestici o industriali nei quali l’acqua in arrivo viene inviata ad un addolcitore, per tutti gli usi tecnologici e igienici, mentre per uso alimentare l’acqua addolcita viene ulteriormente trattata da un apparecchio ad osmosi inversa. Se la provenienza dell’acqua non è igienicamente sicura - ad esempio, se l’acqua proviene da un pozzo - è necessario procedere preventivamente alla clorazione.
L’addolcimento può anche essere effettuato sfruttando il metodo calce-soda. In pratica vengono utilizzati calce spenta (Ca(OH)2) e soda Solvay (Na2CO3) in qualità di reagenti. La calce provoca reazioni del tipo
- Ca(HCO3)2 + Ca(OH)2 → 2CaCO3 + 2H2O
- Mg(HCO3)2 + Ca(OH)2 → CaCO3 + Mg(OH)2 + H2O + CO2
diminuendo in pratica la durezza temporanea dell’acqua precipitando il calcio e il magnesio come idrossidi insolubili. La calce spenta inoltre trasforma la durezza permanente dovuta al magnesio in durezza calcica tramite la reazione
- MgSO4 + Ca(OH)2 → Mg(OH)2 + CaSO4
Infine la soda trasforma in carbonati insolubili i sali di calcio. I composti insolubili vengono poi eliminati tramite sedimentazione e poi filtrazione.
Note
Riferimenti
- Banchi, Gallini, Gieri Rizzieri, Materiali da costruzione, Le Monnier, Firenze 1995
Voci correlate
- Captazione
- Decantazione
- Fitodepurazione
- Fognatura
- UASB
- Acque reflue
- Depurazione
- Letto percolatore
- Fanghi attivi
Collegamenti esterni
- Fonte, citazione
Con medicina, nella lingua italiana, si intendono vari concetti legati tra loro:
- Il farmaco o medicinale o medicina; Nella lingua italiana parlata correntemente nel Canton Ticino si usa il termine medicamento che in Italia ha, invece, un valore aulico.
- L’insieme delle discipline scientifiche che, studiando la fisiologia e le patologie, si occupano della salute di persone o animali.
- La pratica professionale dell’arte medica da parte di una persona (medico) che ha conseguito un titolo accademico riconosciuto legalmente;
- Lo studio e la prevenzione di patologie legate a un particolare contesto sociale (medicina del lavoro, medicina delle comunità, medicina sportiva, medicina spaziale)
- L’applicazione delle conoscenze mediche a particolari campi non direttamente correlati alla salute di individui o comunità (medicina legale)
- La pratica di discipline di cura alternative, non riconosciute ufficialmente, vedi medicina alternativa;
Contents |
Storia
Specialità e ripartizioni della medicina
Voci correlate
- Fasi del lavoro medico
- Anamnesi
- Diagnosi
- Terapia
- Altre voci
- Assistenza infermieristica
- Dichiarazione di Alma Ata
- Medicina alternativa
- Operatori socio-sanitari
- Organizzazione Mondiale della Sanità
- Premio Nobel per la medicina
Altri Progetti
Collegamenti esterni
- Ordine professionale nazionale
Una camera di decompressione (detta anche, a seconda dell’utilizzo, camera di ricompressione, camera per terapia iperbarica o camera iperbarica) è un apparato medico a pressione che permette di ospitare al suo interno pazienti per poterli sottoporre alle terapie di trattamento nel caso di problemi derivanti da mancata decompressione (nel caso dei sub), nei soggetti colpiti da embolia gassosa arteriosa e comunque nei casi in cui sia richiesta una pressione differente da quella atmosferica. Consente di eliminare i rischi di una lunga decompressione subacquea in casi di pericolo o di situazioni estreme.
Caratteristiche
Consiste in un involucro di metallo chiuso da portelli ermetici e collegato a bombole di aria o altro gas che viene immesso per generare una pressione differente da quella atmosferica.
Spesso i termini camera di decompressione, camera di ricompressione o camera per terapia iperbarica o camera iperbarica sono usati a seconda dell’utilizzo che di queste ne viene fatto:
- una camera di compressione viene utilizzata per trattare, ad esempio, la malattia da decompressione dei subacquei;
- una camera per terapia iperbarica viene utilizzata negli ospedali per trattare i pazienti che possono trarre giovamento da questa terapia particolare.
Le prime camere erano state studiate per permettere la decompressione del palombaro in ambiente confortevole, soprattutto in seguito a delle lunghe immersioni. Poi con il progresso tecnologico nel campo delle immersioni professionali, essa ha trovato largo utilizzo nelle immersioni in saturazione.
Con questa tecnica il sub è in grado di lavorare per diversi giorni a profondità notevoli e utilizzare la camera da decompressione come abitazione, solitamente sistemata sulla nave appoggio o addirittura sul fondo marino (recupero del Polluce).
Pericoli
Nonostante questa serie di effetti benefici sono anche altamente pericolose: numerosi gli incidenti riportati negli ultimi anni.
L’enorme pericolosità delle camere iperbariche è data dalla saturazione dell’ossigeno; a questi livelli, una piccolissima scintilla può causare un incendio di enormi proporzioni. Bisogna quindi porre enorme attenzione prima di entrare in queste camere ed essere sicuri che ogni possibilità di scintilla sia nulla, in quanto un piccolo errore di distrazione può comportare la vita di tutte le persone praticanti la terapia.
Note
Scienze motorie e sportive è la definizione, in campo scolastico, per indicare la facoltà universitaria che si occupa grossomodo di tutte quelle branche che riguardano il benessere, l’alimentazione, la cura, l’allenamento del corpo umano.
Con la Riforma Moratti del 2004 il termine sta a sostituire quelle discipline che prima si dicevano Educazione Fisica (nella scuola secondaria di primo grado) o Educazione Motoria (nella scuola elementare).Il termine Educazione Fisica sopravvive comunque in alcune scuole superiori, mentre il termine Educazione Motoria vige ancora nel triennio del Liceo delle Scienze Sociali.
Raziovitalismo è un orientamento filosofico seguito da José Ortega y Gasset. Il termine è formato dalle parole ragione e vita, due concetti strettamente collegati. Secondo Ortega l’uomo non è un ente dotato di ragione, ma un essere che deve usare la ragione per poter vivere. La vita è un continuo fabbricarsi, un quehacer. È problema e naufragio, preoccupazione e programma vitale. L’uomo deve impegnarsi a realizzare sé stesso e il proprio destino. Quanto più realizzerà stesso, tanto più sarà reale.
Oliver Wolf Sacks (nato a Londra il 9 luglio 1933) è un neurologo, autore di romanzi che hanno per oggetto i suoi pazienti.
Un genere letterario - quello delle storie cliniche - risalente alla tradizione del XIX secolo. Il suo esempio preferito di questo genere è La mente del mnemonista (Viaggio nella mente di un uomo che non dimenticava nulla) di Aleksandr Lurija.
Laureatosi presso il Queen’s College di Oxford, è oggi il titolare della cattedra di neurologia presso l’Università di Los Angeles (UCLA). Ha vissuto a New York dal 1965, dove ha uno studio.
Nei suoi romanzi, Sacks descrive i casi clinici con pochi dettagli tecnici, concentrandosi preferenzialmente sull’esperienza personale dei pazienti - in un caso, egli stesso. Molti dei casi che racconta sono incurabili e il racconto è quello dei diversi modi in cui le persone si adattano alle loro diverse disabilità.
Da un suo famoso libro, Risvegli, è stato tratto un film in cui Sacks è stato impersonato da Robin Williams e uno dei suoi pazienti da Robert De Niro. Risvegli narra l’esperienza del trattamento di pazienti post encefalitici affetti da encefalite letargica con L-DOPA durante gli anni ‘60.
In altri suoi libri, descrive casi di sindrome di Tourette, degli effetti del morbo di Parkinson e di fenomeni meno conosciuti, come il blindsight (letteralmente visione cieca), la Sindrome di Korsakov e altri.
Bibliografia
- Emicrania (Migraine) (1970)
- Risvegli (Awakenings) (1973)
- Su una gamba sola (A leg to stand on) (1984) (la personale esperienza di Sacks del perdere e riprendere il controllo di una gamba in seguito ad un incidente)
- L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello (The Man Who Mistook His Wife for a Hat) (1985)
- Vedere voci (Seeing Voices) (1989) (il linguaggio dei segni e la cultura dei non udenti)
- Un antropologo su Marte (An Anthropologist on Mars) (1995)
- L’isola dei senza colore (The Island of the Colorblind) (1997)
- Zio Tungsteno - Memorie di un’infanzia chimica (Uncle Tungsten: Memories of a Chemical Boyhood) (2001)
- Cronache di Oaxaca (Oaxaca Journal) (2002)
Cenni biografici
Docente persso l’Università di Berna, fu il primo a studiare la fisiologia della ghiandola tiroidea, dimostrando l’importanza dello iodio nella funzionalità della stessa. Per queste ricerche venne insignito del Nobel.
Inventore delle pinze chirurgiche emostatiche, dette pinze di Kocher.
Allopatia è il termine usato dagli omeopati per definire le cure mediche tradizionali, cioè i sistemi di cura che sfruttano l’azione dei principi contrari a quelli che hanno provocato la malattia, una definizione riportata anche da alcuni dizionari mediciCfr. Stedman’s Illustrated Medical Dictionary, 27ma edizione (2000) e la versione online del Compact Oxford English Dictionary (2006)..
Il termine è stato coniato da Samuel Hahnemann nel corso di un dibattito del XIX secolo fra omeopatia e medicina tradizionale.
Note
Nota al pubblico televisivo soprattutto come dottoressa Tirone è un medico chirurgo, dietologo e specialista in endocrinologia. È stata rese celebre negli anni ottanta da una serie di pubblicità e televendite televisive.
Dopo essersi laureata in medicina nel 1976 cominciò (il 15 agosto dello stesso anno) a condurre la televendita Il Salotto dei Grassottelli su Canale 21, una delle prime emittenti private italiane. La trasmissione continua ininterrotta sino ad oggi, su diverse reti locali.
Tra le diete sostenute dalla Tirone vi erano la dieta Dieta Minilinea, la Dieta Express e la Dieta Blocca-Peso, oltre ad un Sistema Cellulite, una serie di rimedi che venivano definiti “a base naturale”. Insieme alle diete venivano proposte una serie di tisane tisane, quali “Tidepura”, “Tirinnova”, “Tisamara”, “Tisalax”.
Procedimenti giudiziari
La Tirone nel 1989 è stata coinvolta in una vicenda giudiziaria, nata da un’accusa di appropriazione indebita per via della riscossione non autorizzata di un vaglia postale del valore di 156.000 lire e conclusasi con un processo per bancarotta della sua società Farmaleader, celebrato nel 1998 ed in cui furono avanzate ipotesi di operazioni finanziarie legate alla camorra.http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=14&id=51588
Nel 2002 la vicenda della Tirone venne associata da Rai 3 al caso delle truffe di Vanna Marchi.
Voci correlate
- Vanna Marchi
Note
Per colorazione vitale si intende l’utilizzo in medicina di particolari sostanze chimiche capaci di raggiungere per via fisiologica i tessuti del corpo umano colorandoli. Tra queste sostanze molto utilizzato il Patent Blue V o Sulphan Blue che viene usato in chirurgia oncologia per evidenziare il cosiddetto linfonodo sentinella.
Voci correlate
- Chirurgia della mammella
La sindrome di Cassandra è una patologia che porta a formulare sistematicamente previsioni avverse circa il proprio o altrui futuro.
Ciò denota una tendenza psicologica maniacale che spesso denota depressione da parte del paziente. Il nome della patologia deriva dal mito di Cassandra.
Quella di Cassandra è una sindrome da fine del mondo tipica dei passaggi di crisi culturali. Come nella vicenda della mitica profetessa troiana condannata a non essere creduta, la previsione apocalittica esibisce anzitutto una singolare struttura prolettica: è la rivelazione stessa che, mentre annuncia la catastrofe, la rende ineluttabile per cause connesse, in definitiva, non al problema in sé ma ai modi della comunicazione e delle dinamiche dell’organizzazione sociale.
La sindrome di Cassandra, inoltre, contiene in sé complesse tendenze (auto/etero) colpevolizzanti, sullo schema della personalità corporativa e delle dinamiche vittimali del capro espiatorio e della sostituzione vicaria. Simile ad un eroe cosmico, il cui sentire esprime una sua misteriosa comunione con le più profonde energie collettive, la cassandra attira su di sé la punizione proponendosi come sostituto espiatorio a nome della collettività; fa leva sulle paure collettive e accentua i caratteri apocalittici della propria predicazione allo scopo di rendere più promettente l’offerta salvifica di sé.
Richiamando l’attenzione sulla propria persona, e distogliendola, in definitiva, dal problema incombente e da una possibile soluzione preventiva, la cassandra mitizza i contorni del problema stesso celandone le vere dimensioni storiche e politiche. Il complesso esita in una profonda frustrazione per l’incapacità di agire tempestivamente ed efficacemente: Cassandra finisce per distruggere se stessa; mentre trova conferma della propria ideologia di salvezza, provoca, proprio per questo, la catastrofe collettiva annunciataG. Tre Re. Ecologia e psicologia. Profezie che si autoavverano: la sindrome di Cassandra. (testo).
Note
Voci correlate
- Sindrome
Emilio Floris (Cagliari, 14 settembre 1944) è il sindaco di Cagliari.
Laureato in Medicina, con specializzazione in Medicina del Lavoro, Cardiologia e Radiologia, dirige le case di cura “Sant’Antonio” di Cagliari e “Madonna del Rimedio” di Oristano.
Tra i fondatori sardi di Forza Italia, nel 1994 è eletto al Consiglio Regionale, dove ricopre la carica di capogruppo del suo partito. Nel 1999 viene rieletto in Regione ed è riconfermato come capogruppo azzurro.
Il 13 maggio 2001 è eletto sindaco di Cagliari al primo turno con il 56,9% dei voti.
Viene riconfermato nel 2006 con il 53,6% dei suffragi sempre al primo turno.
Akregator è un programma open source di aggregazione di fonti di notizie per KDE, un ambiente desktop usato principalmente su sistemi Unix.
Gestisce sia le fonti RSS che Atom. Le fonti possono essere catalogate per categorie.
Akregator riunirà le fonti di una particolare categoria in un elenco unico di voci in modo che, ad esempio, tutte le notizie della categoria “Politica” vengano mostrate in una sola lista.
Permette la ricerca incrementale sui titoli di tutte le voci archiviate.
Akregator può essere configurato per controllare le fonti ad intervalli regolari. L’utente può anche richiedere manualmente di controllare tutte le fonti, fonti individuali, o le fonti di una determinata categoria. Vengono riconosciute le icone per le fonti, e le notizie possono essere lette all’interno di un componente KHTML integrato, con un interfaccia a schedario, oppure utilizzando un qualsiasi browser esterno.
Akregator è parte del modulo kdepim di KDE a partire dalla versione 3.4.
Collegamenti esterni
- Sito web ufficiale
- Manuale per l’utente di Akregator
- pagina del progetto su SourceForge
Ugo Lanfranco da Milano (Milano ca. 1250 - Parigi ca. 1310). Allievo di Guglielmo da Saliceto iniziò a praticare l’arte medica a Milano che dovette abbandonare per motivi politici. Si recò quindi in Francia a Lione per poi trasferirsi a Parigi. Il fatto che provenisse dalla scuola bolognese, ritenuta all’epoca insuperabile, e come tale sarà frequentata da Guy de Chauliac e da Henri de Mondeville, lo resero famoso in una città ove ancora la chirurgia era praticata da cerusici ed ambulanti. Le sue opere: Chirurgia Parva e Chirurgia Magna sono considerati i primi trattati di chirurgia apparsi in Francia.
In essi Lanfranco riporta le conoscenze dell’epoca in campo chirurgico arricchendole di proprie osservazioni originali. È considerato l’inventore del nodo chirurgico quale lo conosciamo e pratichiamo ancor oggi.
È ritenuto uno dei fondatori della scuola parigina di chirurgia.
Il tiròt è una specialità gastronomica della parte sud-orientale della Provincia di Mantova, simile alla pincia e fatta di farina e cipolle. Appartiene all’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, fra i prodotti tradizionali della Regione Lombardia.
Di questa ricetta si hanno notizie già nel vocabolario mantovano-italiano di Francesco Cherubini, del 1827. Il nome del “tiròt” sarebbe da riferire a una fase della preparazione: quella in cui l’impasto (tenero e colloso) viene “tirato” o steso dentro la teglia prima della cottura.
Nella tradizione del mantovano, i braccianti agricoli gustavano questo piatto nei campi, al termine della raccolta delle cipolle, in un momento di festa collettiva.
Nell’impasto del Tiròt l’ingrediente principale è la cipolla, attentamente selezionata, alla quale si uniscono farina di frumento tipo “0″, olio extravergine di oliva, strutto, sale, lievito ed acqua. Dopo averlo versato sulla teglia, si attende la lievitazione prima di cuocerlo in forno. Alla vista si presenta sottile e di color paglierino.
Emergency è un’ONG (Organizzazione Non Governativa) italiana fondata nel 1994 a Milano inizialmente come una piccola organizzazione per portare soccorso alle vittime della guerra e delle mine antiuomo.
Gli obiettivi dichiarati dei fondatori dell’associazione (tra i quali il medico Gino Strada) sono da sempre prestare assistenza medico-chirurgica gratuita alle vittime dei conflitti armati. I progetti inziali si sono nel tempo ampliati, fino a includere l’attuazione dei diritti umani per chi soffre le conseguenze sociali di guerre, quali fame, povertà ed emargi