Marcello Labor
Published January 30th, 2008 in Uncategorized
Marcello Labor (Trieste, 8 luglio 1890 - Trieste, 29 settembre 1954)
è stato ufficiale medico dell’esercito austro-ungarico nonchè medico a Pola e sacerdote devoto a Dio. Proclamato servo di Dio l’11 giugno 2000.
Biografia
Marcello Labor nacque a Trieste da famiglia israelita col cognome Loewy, poi mutato in Labor.
Dopo il liceo frequentò la prestigiosa facoltà di medicina di Vienna e si laureò a Graz nel 1914. Fin dall’adolescenze (primo quaderno di note del 1907 e letter a Scipio Slataper) fu conscio della sua vocazione di scrittore. La sua traduzione di Judith di Friedrich Hebbel, in collaborazione con Scipio Slataper, fu pubblicata nei Quaderni della Voce nel 1910. Con gli amici Scipio Slataper, Giani Stuparich, Guido Devescovi ed altri partecipo’ al movimento irredentista e poi a quello socialista a Trieste ed a Vienna.
Sposatosi con Elsa Reiss nel 1912, ebbe tre figli, dei quali Livio divenne poi presidente nazionale delle Acli.
Nel 1914 con la moglie abbracciò la fede cattolica e fu battezzato a Lubiana il 13 dicembre di quell’anno.
Arruolato come ufficiale medico nell’esercito austro-ungarico durante la prima guerra mondiale, fu fatto prigioniero dai russi a Leopoli.
Dopo la guerra si stabilì a Pola dove esercitò la professione medica. Apostolo laico in molteplici campi si impegnò nell’assistenza ai poveri e nell’Azione Cattolica. Il secondo quaderno di note, di cui Labor scrisse: ‘Non e’ un diario. È uno zibaldone’ raccoglie le sue riflessioni sulla vita di medico a Pola. Il terzo quaderno (1934-38) e’ un ‘Giornale dei viaggi’, ritratto della societa’ mitteleuropea durante il regima fascista e testimonio dell’ansia di vita interiore che si faceva strada nell’anima di Labor.
Illustrò la fede con la parola e con gli scritti sulla stampa cattolica e laica.
Rimasto vedovo maturò il desiderio di dedicarsi a Dio.
Assolti gli studi teologici presso il seminario patriarcale di Venezia e a Trieste, fu ordinato sacerdote il 21 settembre 1940 da Antonio Santin, vescovo di Trieste. Il quarto e quinto quaderno, dove abbondano schemi di conferenze ed appunti di lavoro, testimoniano questo nuovo orientamento e l’impegno intellettuale che vi si accompagno’.
Fino al 1943 fu rettore del seminario di Capodistria (Koper). Esiliato perche’ ebreo durante l’occupazione tedesca del Kuestenland, fu vicario parrocchiale a Fossalta di Portogruaro fino al 1945. Torno’ poi a Capodistria, dove fu incarcerato dai comunisti di Tito. Rilasciato, divenne padre spirituale del seminario teologico di Gorizia e poi canonico teologo e parroco della cattedrale di San Giusto di Trieste. Morì d’infarto il 29 settembre 1954.
La fase diocesana del processo di canonizzazione, aperta il 26 maggio 1966 a Trieste, si concluse nella cattedrale di San Giusto l’11 giugno 2000.
I cinque quaderni di note pervenutici sono stati pubblicati postumi col titolo I diari del Servo di Dio Marcello Labor
Collegamenti esterni
- Sito dedicato a Marcello Labor
Bibliografia
- Giuditta: tragedia in cinque atti di Friedrich Hebbel, tradotta da Marcello Loewy e Scipio Slataper, Firenze: Casa Editrice Italiana, 1910
- Scipio Slataper, Epistolario a cura di Giani Stuparich (Milano 1950). Circa un terzo delle lettere di Slataper sono indirizzate a Marcello Loewy.
- Sei radiotrasmissioni da Radio Trieste, aprile-settembre 1954, pubblicate postume col titolo:: La parola consolatrice (Torino 1955).
- Antonio Santin, Alzatosi lo segui (Trieste 1958). Profilo biografico consultabile sul sito di Marcello Labor.
- Vittorio Cian, Siloe. L’avventura spirituale di Marcello Labor, Paoline Editoriale Libri, 1997. ISBN 8831515004
- Vittorio Cian (a cura di), Le adorazioni eucaristiche del servo di Dio Marcello Labor, Edizioni Messaggero Padova, 2004. ISBN 88-250-1360-4. BN 2005-6980.
- Vittorio Cian (a cura di), I diari del Servo di Dio Marcello Labor (Inediti), Edizioni Messaggero Padova, 2007. ISBN 978-88-250-1810-3
Labor, Marcello
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