Maschera nei negativi a colori
Published April 27th, 2008 in UncategorizedLa maschera incorporata nei negativi a colori ha lo scopo di correggere il comportamento non ideale dei coloranti e di consentire una stampa positiva migliore.
La fotografia e la cinematografia a colori sono prevalentemente basate sulla sintesi sottrattiva tricromatica dei colori.
Questo implica che i tre coloranti primari usati, cioè il cìano, il magenta e il giallo, si comportino ciascuno come filtri che “lasciano passare”, ciascuno, due terzi dello spettro visibile (il cìano le bande del verde e del blu, il magenta quelle del rosso e del blu, il giallo
quelle del rosso e del verde).
Tuttavia i coloranti usati nei negativi, se si eccettua il colorante giallo, si discostano da questo comportamento ideale
e ciò produce, nella stampa negativo-positivo, delle distorsioni
cromatiche. Il colorante cìano, ad esempio, in realtà assorbe parte del blu e del verde, e questo provoca una dominante rossastra nella stampa positiva (in altre parole i colori che “contengono” il rosso, che è il complementare del cìano, nel positivo risultano più rossastri di quanto dovrebbero). Il colorante magenta assorbe invece parte del blu e questo provoca una dominante gialla nella stampa positiva (in altre parole i colori che “contengono” il verde, che è il complementare del magenta, nel positivo risultano più gialli di quanto dovrebbero).
Per ovviare a questi inconvenienti, a partire dai primi anni ‘50
sono state fabbricate pellicole negative a colori con una
“maschera” incorporata nell’emulsione. La prima è stata la negativa Eastmancolor per uso cinematografico, prodotta dalla Eastman Kodak. In seguito il procedimento è stato esteso a quasi tutte (cioè salvo alcuni tipi destinati ad usi speciali) le pellicole negative per uso cinematografico e fotografico.
La maschera è ottenuta con i copulanti cromogeni incorporati
negli strati sensibili: nello strato in cui, dopo lo sviluppo, si produce il il cìano, viene incorporato un copulante cromogeno rossastro; nello strato in cui si produce il magenta viene incorporato un copulante giallo. Durante lo sviluppo, nello strato in cui viene generato il colorante cìano, il colorante
rossastro viene eliminato in misura inversamente proporzionale
al colorante cìano generato; nello strato in cui viene generato
il colorante magenta, il colorante giallo viene eliminato in
misura inversamente proporzionale al colorante magenta generato.
Per questo motivo il negativo a colori “mascherato” contiene sia i
tre coloranti sottrattivi primari, sia i due coloranti della
maschera, e appare arancione. Non si tratta naturalmente, per
quanto detto sopra, di un arancione uniforme, poiché la densità e
il colore della maschera nelle zone esposte non sono gli stessi di
quelli delle zone non esposte.
Inoltre non tutti i negativi hanno maschere uguali per densità e per colore, dal momento che i fabbricanti di pellicole possono
usare coloranti diversi, che hanno un comportamento più o meno simile a quello ideale.
Anche le pellicole internegative, cioè destinate a produrre
un positivo da un negativo (ad esempio per ottenere da quest’ultimo altre copie positive), usualmente incorporano una maschera. In questo caso però la maschera tiene conto sia delle distorsioni cromatiche dovute ai coloranti dell’internegativo stesso, sia alle distorsioni cromatiche dovute ai coloranti del positivo originale.
Voci correlate
- Fotografia
- Cinematografia
- Pellicola fotografica
- Pellicola cinematografica
- Sintesi sottrattiva
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