Sanguisuga

Con il termine sanguisuga vengono comunemente chiamate le specie di Anellidi (vermi segmentati) appartenenti alla classe Hirudinea.
Le sanguisughe vivono generalmente nelle paludi non inquinate delle regioni intertropicali, fino a latitudini moderate. La loro bocca è provvista di una ventosa con la quale si attaccano al corpo di un vertebrato, in genere un mammifero, e, servendosi di “mascelle” chitinose dentellate, incidono la cute della vittima per nutrirsi del suo sangue. Resistono a lunghi periodi di digiuno (fino a un anno).

Gli Irudinei sono ectoparassiti ematofagi di animali a sangue caldo e vivono nelle acque dolci. Un tipico rappresentante è Hirudo medicinalis, la comune sanguisuga dei nostri climi.

La metameria non è così evidente, almeno dall’esterno, tuttavia il corpo delle sanguisughe è sempre composto di 32 segmenti. I segmenti sono suddivisi, ma solo esternamente, in più anelli ciascuno.

La bocca è circolare e provvista di dentelli calcarei.
Produce un potente anticoagulante per meglio succhiare il sangue e un anestetico per impedire alla vittima di provare dolore, permettendole così di nutrirsi indisturbata.

Una volta nutrite, le sanguisughe possono rimanere per mesi senza prendere cibo.

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Uso in medicina

La medicina galenica li usava volentieri come moderata terapia ablativa. Oggi vengono ancora applicate in medicina popolare, medicina alternativa, naturopatia per malattie delle vene, tinnitus e altre patologie, e raramente in chirurgia plastica ricostruttiva per promuovere la guarigione di interventi e per impedire cheratosi. Per scopi terapeutici si usano Hirudo medicinalis che provengono da culture controllate.
Si applicano da 2…10 sanguisughe sul posto indicato (ampiamente descritti in testi galenici antichi e moderni), sfruttando le proprietà anticoagulanti, antinfiammatorie e spasmolitiche dell’irudina iniettata dalla sanguisuga. Pare che l’irudina iniettata si conservi a lungo nel tessuto connettivo sottodermico locale.


Indicazioni

Aschner indica le seguenti patologie per l’applicazione terapeutica di sanguisughe:

  • Malattie di vario tipo di testa, orecchie, occhio, gola.
  • Malattie cardiache.
  • Malattie polmonari.
  • Malattie di diversi organi addominali.
  • Malattie di organi urinari e sessuali.
  • Infiammazioni dell’apparato motorio.
  • Malattie delle vene (trombosi, flebiti, vene varicose, emorroidi)


Controindicazioni

  • Malattie ematiche o medicazioni anticoagulanti.
  • Diabetici ed altri con rischio di cancrene e scarse capacità di guarigione di ferite.


Tecnica

  • Si conservano le sanguisughe “affamate” in vasi con acqua fresca (cambiata ogni due giorni), coperte con garza all’ombra fino all’uso.
  • L’applicazione sul paziente disteso richiede un po’ di esperienza (preparazione, applicazione, sorveglianza per ca. un’ora) e avviene in tardo autunno fino all’inizio della primavera.
  • Saziate, le sanguisughe si staccano da sole e vanno messe in un vaso di acqua fino alla loro morte forzata. Procedura che richiede esperienza.
  • Il cliente va bendato e medicato in maniera che resista bene alla susseguente leggera emazia che può durare anche 24 ore.
  • Dei clienti con note allergie a sostanze animali si medicano inoltre con antiistaminici locali contro il prurito.


Bibliografia

  • ASCHNER, Bernhard: Technik der Konstitutionstherapie, HAUG, Heidelberg, ISBN 3-7760-1411-3


Voci correlate

  • „Sanguisuga TURKEY“
  • Terapie ablative
  • Medicina popolare
  • Naturopatia
  • Medicina alternativa
  • Anellidi

    • Policheti, Oligocheti