Stufe di San Calogero
Published April 27th, 2008 in UncategorizedLe stufe di San Calogero
Il Monte Culonio o San Calogero è alto 395,48 metri sul livello del mare, e si trova a 10o45’ di longitudine est e a 37 o24’ di latitudine boreale. Guarda Sambuca ad est e verso sud-ovest il mare e la città di Sciacca.
La sua formazione geologica si avvicina di più al periodo di transizione che al vulcano primitivo. La sua roccia è prevalentemente di calcare ferruginoso e non si riscontrano rocce e minerali d’origine vulcanica, poiché mancano pozzolane, trachiti, pomici e simili. Né si può considerare appartenga alla natura del calcare primitivo in quanto mancano fossili marini e conchillacee.
I minerali predominanti sono lo spato calcare, la silice, l’allumina, la magnesia e l’ossido di ferro in abbondanza.
Questo monte offre, nei suoi vari antri, molte spelonche e caverne. L’antro che suscita però maggiore attrazione è quello detto “Stufa di San calogero”.
La temperatura varia tra i 36 e i 42 centigradi secondo le stagioni e le ore, e ha una dimensione di metri 9,4 di lunghezza per 4,2 di larghezza per 4 circa di altezza.
Al suo interno si possono osservare lavori di scalpello ed alcune lettere incise illeggibili che lasciano pensare ad un’origine greca e saracena. Si possono notare dei sedili e dei poggi dove venivano situati gli ammalati secondo gli effetti che so volevano ottenere per le guarigioni. Si vedono anche delle buche per mettere il braccio o la gamba dell’uomo per ricevere gli effetti desiderati.
Il 25 giugno del 1880 il Consiglio Comunale di Sciacca, con una deliberazione unanime, incaricava il prof. Silvestro Zinno di stilare un’analisi completa, con una dettagliata relazione, per accertare la composizione e costituzione chimica delle acque, ed assicurarsi se il potere medicamentoso fosse corrispondente a quello che sin dai tempi più remoti si andava dicendo. Se così fosse risultato, il Comune avrebbe preso la decisione di fondare uno stabilimento balneare adatto ai bisogni del paese.
Dopo aver compiuto i suoi studi, il prof. Zinno così concludeva: “Quindi le affezioni attritiche, reumatiche, gottose, la sciatica ed altre debbono meravigliosamente e sollecitamente essere guarite dal famoso e sorprendente antro di San Calogero. È sommamente perciò a desiderare che, rendendo più amena la salita del Monte, più adatti e comodi i luoghi di dimora degli infermi che un dì venivano ricoverati da quell’Eremo, dove era apposito ospedale; e rendendo più confortevole l’ingresso di quel benefico antro, possa l’egra umanità fruire dei salutari vantaggi che largamente ed indubbiamente largisce”.
La leggenda vuole che la Terma Selinuntina o Stufa di San Calogero sia scavata da Dedalo ai tempi della dinastia sicana, e cioè quattromila anni addietro quando in fuga da Creta si fermò sul Monte Cronio. Scoperto l’uso curativo delle grotte vaporose, costruì l’antro con i sedili scavati nella roccia.
La sua durata variadai dieci ai venti minuti, secondo la tolleranza individuale. Indicata soprattutto per i reumatismi, giova anche nelle paralisi d’origine reumatica e nell’emiplegia da emorragia celebrale. Benefica anche in alcune nevrosi come la corèa, la paraplegia da mielite circoscritta, l’atassia locomotrice e in alcune nevralgie ribelli come la sciatica e la prosopalgia. Vanno curate le dermatosi accompagnate da intenso prurito, ed infine negli essudati pleurici passati allo stato cronico e stazionario. Giova nelle bronchi catarrali secche e nella scrofola torpida, in quanto attiva la funzionalità della cute e il ricambio organico.
La Stufa di San Calogero può produrre risultati sorprendenti dopo aver sperimentato tutti gli altri compensi terapeutici. Può liberare l’organismo da qualche principio morbigeno o per scuotere il sistema nervoso, in modo da produrre quei cambiamenti nello stato d’equilibrio delle sue molecole. Un contributo alle guarigioni lo dà anche l’aria che si respira sul monte: insomma offre tutti i vantaggi dell’aria di montagna senza le micidiali esalazioni paludose.
Acqua sulfurea, santa e ferrata
Le acque termo-minerali di Sciacca sono molteplici: acqua di fontana calda, acqua dei molinelli, sorgive del Carbollace e tante altre. Vengono adoperate a scopo medico l’acqua sulfurea, l’acqua santa e l’acqua ferrata.
L’acqua sulfurea di acido solfidrico ed è un’acqua soloforosa-sodica. Viene adoperata per bagno, doccia e bibita. Il bagno si fa alla temperatura di 30o o 32o centigradi e per le affezioni cutanee ad una temperatura più bassa. Si fa durare circa mezzora e si può fare prima o dopo il bagno. La bibita si dà alla dose di uno o due bicchieri da tavola.
L’acqua sulfurea è un rimedio purgativo, in quanto può agire da eccitante, sudorifero ed alterante. Irrita il tubo gastroenterico e ne aumenta le secrezioni, mentre il movimento peristaltico stimola e poi calma i filetti nervosi periferici. L’intero sistema nervoso aumenta l’attività circolatoria e secrettiva della pelle. Accelera, inoltre, il meccanismo del ricambio organico, favorendone l’eliminazione dei prodotti regressivi.
Giova nelle affezioni reumatiche croniche, negli intervalli liberi della gotta, nelle malattie cutanee, nella risipola e nell’orticaria, nella scabbia e nelle malattie parassitarie della cute, negli ingorghi scrofolosi, nelle anchilosi incomplete, nelle paralisi d’origine periferica, nella sciatica, negli avvelenamenti cronici da piombo ed infine nella faringite granulosa cronica.
Rende anche manifeste le affezioni sifilitiche latenti e, bevuta, giova negli ingorghi del fegato e della milza provenienti da infezioni palustre cronica.
L’acqua santa è un’acqua acidula-alcalina-magnesiaca-ferrugionosa, simile per la sua alta proporzione di ossido di litio all’acqua della stazione idrominerale di Vichy in Francia. Viene adoperata soprattutto per bere. S’inizia con un bicchiere e si può arrivare ad un litro. Agisce da dissetante, refrigerante e digestivo. Contiene il solfato di ossido di magnesio, il nitrato di carbonato di potassio, il cloruro e il bicarbonato di litina, il ferro ed il cloruro di sodio.
Giova nella forma torpida del catarro cronico dello stomaco e degli intestini, nella gotta, nella renella e calcolosi urica, nel catarro delle vie biliari e consecutiva calcolosi epatica, nell’obesità, nelle stasi viscerali degli organi addominali e pelvici e nelle diverse manifestazioni della discrasia urica, nel torpore del ricambio molecolare e nelle varie infezioni dell’apparato digestivo ed uropoietico.
L’acqua ferrata s’adopera per bere con dose di un solo bicchiere, e si aumenta la quantità tenendo conto del difficile assorbimento dei preparati del ferro. Ogni litro contiene 83 centigrammi di bicarbonato di ferro, 43 centimetri cubici d’acido carbonico libero ed una forte dose di cloruro di sodio che aiuta l’assorbimento di ferro.
Giova nelle varie forme della clorosi: anemia, scrofola e in generale su tutte quelle malattie che difettano i globuli rossi e predomina la parte sierosa del sangue.
Il restauro delle vecchie strutture termali e la realizzazione di quelle nuove ha permesso di seguire nuove tecniche terapeutiche all’avanguardia, e nuovi approfondimenti consequenziali nel campo della ginecologia, antroterapia, dermatologia, fangoterapia, angiologia, otorinolaringoiatria, apparato respiratorio, magnetoterapia, dietologia, fisioterapia, cinesiterapia, nonché l’uso curativo delle piscine Mulinelli, che aggiunte ai servizi degli stabilimenti appena accennati, fanno di Sciacca uno dei centri termali più importanti al mondo.
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